Yoga bambini e armonia: quando il suono diventa vibrazione dell'anima

"... che differenza c'è tra suono e rumore?" Da una spiazzante domanda dei bambini a scuola, scaturisce una insospettata riflessione.


Rubrica "Yoga infanzia e scuola" - Proposte e riflessioni sullo yoga per le fasce d'età infanzia, adolescenza e per la scuola, approfonditi nel blog dell'albero dello Yoga Ratna.

Una classe di bambini particolarmente sensibile e il rintocco iniziale della campana tibetana apre spazi di risonanza impensati. Quel rintocco, sigillo del rito di ingresso nella sala dello yoga, è l'ingresso in una nuova dimensione, magica, dove nascono emozioni non immaginate, in un mondo straordinario in cui tutto assume contorni e sfumature diverse. E' uno spazio interiore aperto dalle evocazioni in un'atmosfera e in una sintonia in cui tutto risuona. La prima tra tutte le magie è proprio in questo piccolo, breve momento in cui il gesto del rintocco della campana rivela il sottilissimo equilibrio di energie che fondendosi producono una meravigliosa armonia.


Ma qual'è il significato di questa splendida armonia prodotta dalla campana, quando tutto è perfettamente calibrato? Cosa invece non va, quando questa piccola magia non accade? Perché non è così scontato produrre il suono armonico ? Qual'è il significato delle piccole attenzioni necessarie per produrlo, avendo cura di apportare piccoli aggiustamenti?


CON GLI OCCHI DEI BAMBINI

L'istruzione più semplice da portare ai bambini per insegnare loro il gesto del rintocco della campana tibetana è quella di tenerla in modo da non fermare o limitare l'emissione delle vibrazioni armoniche. In questa semplice indicazione, che si accompagna ad una postura precisa delle mani, in realtà si racchiude un piccolo mondo. Il suono armonico infatti si raggiunge calibrando forza, determinazione, equilibrio e delicatezza delle mani.


Un gesto troppo forte, produce un suono intenso ma breve; uno troppo lieve produce un suono debole e breve, uno troppo rigido un suono sordo. Il gesto deve essere deciso ma delicato e morbido, caratteristiche che si addicono ad capacità di concentrazione, coordinazione e soprattutto controllo di sé e della propria forza che non sono banali.

Anche, una tenuta troppo forte della campana da parte di mani che stringono, produce solo un suono sordo, invece una tenuta aperta insicura può far cadere la campana a terra.


Quante indicazioni e attenzioni in un solo gesto, che si riassume in due semplici comandi: "Tieni in equilibrio senza stringere, suona senza irrigidirti". Entrambi i dettami presuppongono la capacità di "sentire" la campana orientando la postura delle mani e l'azione del rintocco con equilibrio e controllo. Un sentire che permette di dosare la forza, di centrare il gesto sulla campana, di calibrare la scioltezza dell'azione per assecondare anziché contrastare le vibrazioni: sentire la campana e percepire sé stessi, la propria capacità.


Suonare troppo forte o troppo piano vuol dire non sentirsi; mancare la centratura significa dover migliorare la capacità di concentrazione dell'attenzione e delle energie. Sicuramente il fattore determinante è la fiducia in sé stessi: c'è chi ne ha troppa e strafa a volte facendo cadere la campana, chi ne ha troppo poca e non osa quasi compiere il gesto, in questo caso la campana quasi non risuona.


RISUONARE INSIEME NELLO SPAZIO DEL CUORE

Ma per risuonare davvero, la campana ha bisogno di amplificarsi nell'eco dentro di noi. Poiché non esiste suono che non provenga da una armonia completa di tutte le parti e solo sentendo dentro di noi questa armonia possiamo trasmetterla e riprodurla. Il cuore è lo spazio che si associa a questa armonia, poiché solo in esso vi è il vero ascolto e la vera sintonia. Quando le vibrazioni della campana e quelle del cuore di uniscono nascono melodie meravigliose.


LASCIAR VIBRARE E' LASCIAR ESSERE

Ed eccoci così giunti al concetto di melodia e alla differenza tra suono e rumore. La campana che vibra completamente produce un suono che diventa melodia capace di far vibrare le corde dell'anima attraverso l'emozione. Il suono diventa emozione e l'emozione diventa musica. Viceversa il rumore sordo della campana che non vibra, rimane privo di risonanza emotiva. La vibrazione completa, non interrotta dall'esterno, è ricca di significato emotivo che si dispiega solo esprimendosi al massimo della sua chiarezza e in tutta la sua lunghezza. La vibrazione completa della campana tibetana è prolungata e si perde solo allungandosi in una modalità espansiva fino a perdere i suoi confini. Viceversa la vibrazione sorda, strozzata e trattenuta della campana, implode dentro sé stessa, diventa rumore, si allontana dall'emozione e si spegne presto.


In analogia con le vibrazioni che si accompagnano nella vita di ogni creatura, l'essere libero di vibrare alle sue frequenze e nella propria espansione, produce armonie intense a lungo termine che diventano musica. Le creature le cui vibrazioni non possono esprimersi oppure la cui risonanza viene bloccata, rimangono bloccate e implodono. Ogni essere vivente, come una campana tibetana, necessita di uno spazio non solo vitale ma anche espressivo, perché la propria luce interiore trovi un posto nel mondo o per lo meno uno spazio nella persona.


Osserviamo quindi come ogni bambino suona la campana tibetana al rito d'ingresso e scopriremo un mondo dentro di lui, insieme a tante piccole indicazioni per aiutarlo e sostenerlo.


a cura di Elena De Donato

Filosofia, psicopedagogia, Insegnante e formatrice Yoga

Università degli studi di Milano, Yoga Ratna metodo Gabriella Cella, Yoga Gravidanza e post partum metodo Yoga in fascia®️, Yoga for the Special Child©️, GiocaYoga®️, Somatic Competence®️Yoga Teacher