Yoga nei bambini altamente sensibili: un fiore che sboccia

"Quando vengono compresi, sostenuti, valorizzati e accolti nella loro unicità, i bambini altamente sensibili fioriscono e la loro sensibilità diventa qualcosa che permette loro non di star bene, ma di star meglio." cit. Elaine Aron - Reposted from April 12 2020

Per lo yoga ogni bambino è speciale e proprio per questo sempre più bambini particolarmente sensibili lo scelgono come attività extra-scolastica integrativa o alternativa. Capita spesso infatti che siano proprio i più sensibili, tra gli altri, i primi ad iscriversi ai corsi di yoga per bambini, rispondendo soprattutto all’esigenza di ridurre l’ansia del piccolo in uno spazio espressivo protetto, curato e capace di aprirsi alle specificità di ognuno. Sensibilità e ascolto sono requisiti fondamentali per costruire sintonia e connessione con i piccoli e in verità ogni insegnante sa che non può trattarsi o esserci alcuno yoga senza questi quattro elementi. Può succedere però che il sapere yogico in sé non basti da solo ad accogliere nella pratica le necessità dei bambini più sensibili senza un adattamento alle loro caratteristiche, alle loro straordinarie potenzialità ma anche alle loro maggiori vulnerabilità. Lo yoga più di ogni altra attività si presta per questi bambini, tanto più quanto si comprenda come stimolarli calibrando attentamente modalità e configurazione della pratica.

Ma chi sono e di cosa hanno in particolare bisogno i bambini più sensibili?

L’ALTA SENSIBILITA’ NEI BAMBINI E’ ANCORA POCO CONOSCIUTA IN ITALIA

“L’acronimo D.O.E.S. si applica al vostro bambino? (….)D sta per profondità (depht) dell’elaborazione, O per vulnerabilità alla sovra-stimolazione (overstimulation), E per la reattività emotiva (emotionally reactive) in generale e in particolare la forte empatia, S per la sensibilità ai dettagli (subtleties).” Cit. Elaine Aron 2015

L’Alta Sensibilità non è una patologia, ma un tratto ereditario della personalità, di relativa recente scoperta (USA primi anni ’90), venuto a conoscenza nel nostro paese solo a partire dal 2012 con la prima traduzione italiana del libro “The high sensitive person” (HSP) di Elain Aron (1996). Negli studi condotti a campione l’ipersensibilità si attesta attorno al 15-20% della popolazione totale, ma in mancanza di indagini a tappeto si ipotizza che la percentuale possa arrivare fino al 30%. In pratica poco meno di 1 persona su tre potrebbe essere altamente sensibile, bambini compresi ovviamente. Va da sé che in ogni famiglia in media potrebbe esserci almeno 1 persona (1 bambino, un adolescente, un adulto, un anziano) altamente sensibile (HSP) con tutte le variazioni della distribuzione del caso: famiglie interamente HSP, famiglie interamente non-HSP, famiglie più o meno equamente miste e famiglie in cui il bambino aimè si trova ad essere l’unico HSP (ereditarietà alla lontana o mutazione de novo).

Le caratteristiche principali dei bambini altamente sensibili sono descritte nelle categorie dell’acronimo D.O.E.S. ossia:

D – (Deph) “Processamento e analisi più profonda delle informazioni (…) che determina generalmente un aumento di vigilanza, perspicacia e riflessività”

cit. Elena Lupo - Il tesoro dei bambini sensibili - 2019

Questo comporta maggiore scrupolo nell’analisi, ma anche tempi più lunghi di elaborazione delle informazioni, quindi maggiore affaticamento, predisposizione a distrarsi, tendenza a perdersi nei pensieri e nei dubbi, a rimuginare, rendendo più difficile prendere decisioni e questo può accompagnarsi al mancato o ad un basso sviluppo di autostima.

O – (Overausability) “Vulnerabilità alla sovrastimolazione” cit. Elain Aron

La maggior ricettività del bambino altamente sensibile (percezione più rapida dello stimolo) lo espone ad un sovraccarico sensoriale, emotivo e cognitivo, poiché la sua soglia sensoriale più bassa diminuisce la tolleranza a stimoli intensi e prolungati. Questo può portarlo a cercare momenti di ritiro in sé stesso e bisogno di decompressione, ricarica di ritrovare pace e silenzio.

E – (Emotionally reactive) “Elevata empatia e connessione emotiva” cit. Elena Lupo

Il bambino altamente sensibile ha grande reattività emotiva e grado di empatia con l’ambiente e le persone circostanti a cui si accompagna lo sviluppo di un elevato senso di giustizia. Queste nobilissime caratteristiche tendono però a spostare il baricentro del bambino al di fuori di sé, sbilanciandolo verso una costante dispersione delle proprie energie, difficoltà a ‘dire di no’ e sovrastima dei propri limiti arrivando a perdere il contatto con i propri bisogni e con la propria fisicità.

S – (Sensitive to Subtleties) “Percezione dei dettagli sottili dell’ambiente e delle relazioni sociali che gli altri non percepiscono” cit. Elena Lupo

La sensibilità per i dettagli nascosti o “Percezione differenziata” nei bambini HSP sviluppa una tendenza al perfezionismo che li porta a fare dura autocritica e ad avere timore del giudizio altrui. Inoltre li rende più esposti ai messaggi ambigui o contradditori e alle informazioni nascoste presenti nell’ambiente, facendoli sentire feriti e colpiti a dispetto di chi attorno a loro non coglie o non recepisce gli stessi messaggi.

ALTA SENSIBILITA’ E IPERSENSIBILITA’

"La predisposizione all'ipersensibilità non si limita agli esseri umani ma è presente anche nel regno animale. Avere al proprio interno alcuni esemplari dotati di una sensibilità particolare torna a vantaggio della sopravvivenza del branco: sono loro a percepire per primi i pericoli e ad allertare gli altri.

Cit. Rolf Sellin - Le persone sensibili hanno una marcia in più - Ed. Feltrinelli

L’alta sensibilità è presente in natura, anche negli animali mammiferi che vivono in gruppo: il membro HSP è il primo che avverte il pericolo e viene ascoltato in quanto sentinella del branco.

Se nel regno animale l’alta sensibilità è un vantaggio apprezzato dal branco, nel ‘regno degli umani’ o per meglio dire nella società attuale, questa caratteristica non è spesso capita, viene vista come debolezza, può diventare oggetto di scherno o bullismo, può formare senso di vergogna, colpa e una ferita narcisistica profonda nel bambino HSP non capito dai propri genitori non-HSP oppure al contrario può essere sfruttata nel “vampirismo energetico” di chi si avvantaggia del sostegno dell’empatico senza ricambiare, portando l’HSP a sovraccarico ed esaurimento di risorse psicofisiche.

Il bambino altamente sensibile non capito può diventare timido, ipersensibile e chiudersi in sé arrivando ad implodere nell’introversione (70%) o al contrario può esplodere in una incontenibile iperattività (30%), ansia e irritabilità. Questi possono essere i segni disfunzionali di un mancato incanalamento dell’alta sensibilità, nell’accezione meno adattiva del termine.

LO YOGA SI SPOSA CON L’ALTA SENSIBILITA’ NEI BAMBINI CON GENITORI CONVINTI

I bambini altamente sensibili che frequentano un corso di yoga, hanno grandi benefici riportati dai loro stessi genitori. I più grandi parlano di un senso di sollievo e scarico, i più piccoli dicono di voler venire a giocare con lo yoga ancora e ancora e sentono il desiderio di sentire al telefono la maestra di yoga, altri riportano di sentirsi liberi e gioiosi, di uscire rilassati e appagati. Nel caso dei bambini in generale, non può comunque mai esistere uno yoga che non sia sentito prima di tutto dai genitori, poiché in caso contrario il bambino avverte, tanto più è sensibile, un’incoerenza e diffidenza di fondo da parte della famiglia che non gli consente di beneficiare con serenità della pratica. I genitori vanno mantenuti sempre coinvolti nel cammino del bambino anche con un semplice scambio whatsapp su progressi, punti di attenzione e strategie di lavoro soprattutto ogni qual volta il bambino manifesti un cambiamento, migliorativo o meno che sia nell’umore o nella partecipazione. Se possibile poi i genitori vanno invitati all’interno della sala dello yoga a fine pratica per un breve momento di chiusura finale tutti insieme genitori-bambini. Questo sigillo finale nello yoga, chiude il cerchio del lavoro fatto insieme e lascia qualcosa in ognuno da portarsi a casa nella propria quotidianità. I sorrisi dei bambini curano anche il genitore che viene riempito da positività e ottimismo respirando lo spirito della pratica yogica insieme al proprio bambino e ai fratelli quando possibile.

Ma vediamo punto per punto come si possano declinare per i bambini altamente sensibili i benefici dello yoga, attraverso il decalogo delle osservanze e astensioni degli ‘Yoga Sutra’ di Patanjali.

LO ‘YAMA & NYAMA’ DELLO YOGA NEI BAMBINI ALTAMENTE SENSIBILI

  • AHIMSA, NON VIOLENZA –- L’AMORE INCONDIZIONATO E IL BISOGNO DI ACCETTAZIONE

“L’ipersensibilità non è una malattia. E’ un modo di essere. E quello che serve non sono terapie, ma far sentire questi bambini amorevolmente accettati…” cit. Rolf Sellin

Abbiamo visto come il bambino altamente sensibile non capito soffra sentendosi diverso dagli altri e inadeguato all’ambiente, e possa chiudersi o al contrario esplodere. Il suo bisogno di conferme e di accettazione così come è davvero che neppure lui stesso saprebbe definire conto è fondamentale per costruire una “buona e solida autostima”. E per questo serve che il contesto della lezione sappia mette in campo ascolto profondo e empatia, sintonizzandosi soprattutto a livello non verbale con il bambino che percepisce tutti i segnali del corpo, posture, variazioni nel tono della voce, ritmo e intensità dei movimenti, abbigliamento, espressioni facciali e in generale l’energia della relazione con l’insegnante e la classe. Questo si realizza utilizzando uno stile di comunicazione empatica, incentrata sulla comprensione dei bisogni (prima ancora che sugli obiettivi), quindi una COMUNICAZIONE NON VIOLENTA (Marshall Rosenberg). Il bambino ritrova sé stesso nell’ESSERE VISTO e considerato dall’insegnante in tutti i suoi aspetti, nell’esaltazione di quelli più positivi ma anche nel rispetto e nell’accoglienza delle sue debolezze e fragilità, senza giudizio alcuno.

  • SATYA, VERITA’ - INTEGRITA’, INTEREZZA

Il bambino che si sente visto dall’insegnante yoga e riconosciuto nella sua sensibilità e interezza, può aprirsi e parlare di ciò che prova e CONDIVIDERE le proprie emozioni con il gruppo moderato dalla maestra di yoga e sentirsi legittimato ad essere ciò che è e a conoscersi aumentando la sua CONSAPEVOLEZZA. Qualunque episodio durante la pratica può essere uno spunto per ”…concentrarsi sull’amplificazione delle emozioni positive…” (cit. Rolf Sellin) evitando di fissarsi su quelle più negative, pur riconoscendole. Sottolineare il positivo aiuta ricostruire l’integrità e la fiducia del bambino e ad entrare in una migliore condivisione con il gruppo degli altri bambini che riconosceranno a loro volta

  • ASTEYA, NON RUBARE - SENSO DI GIUSTIZIA, EQUITA’, CENTRATURA

“…gli ipersensibili decidono di servirsi quando della torta non è rimasto più molto… (…) e ci sentiamo delusi perché sotto sotto speravamo che gli altri si comportassero nel nostro stesso modo.” cit. Rolf Sellin

Il bambino altamente sensibile, ha bisogno di rimettere al centro i propri bisogni poiché è sbilanciato verso quelli altrui. Lo yoga lo aiuta a ritrovare il proprio CENTRO, a trattare sé stesso al pari degli altri su cui tende a focalizzarsi, a IMPARARE A CHIEDERE per sé stesso e quando serve anche a pretendere e a DIRE DI NO. Lo yoga aiuta a rientrare nei propri confini e all’interno di essi a rivedere il mondo più definito, come altro da sé, rompendo l’approccio di aderenza alla realtà che sposta il baricentro del bambino al di fuori di sé Stesso, a suo netto svantaggio.

  • BRAHMACHARYA, CONTINENZA – CONSAPEVOLEZZA DEI LIMITI E GESTIONE DI SE’

“…una volta raggiunto un certo grado di consapevolezza e una certa capacità di gestire l’ipersensibilità…” cit. Rolf Sellin

La regolazione della reattività emotiva del bambino altamente sensibile attraverso un’esposizione CALIBRATA ad attività iperstimolanti o sovraccarichi dal punto di vista sensoriale (musica, rumori, odori, affollamento) è fondamentale perché nel tempo il bambino impari a conoscere sé stesso un’esperienza alla volta. La lezione di yoga, con regole chiare sancisce precisi LIMITI e CONFINI che aiutano il bambino a ritrovarsi e a pensare per sé stesso nel CONTENIMENTO da parte dell’insegnante. La lezione si svolge alternando momenti di attivazione e disattivazione fisica, di grande stimolazione e ritiro all’interno nella pace (silenzio quando possibile) e nell’ASCOLTO E RISVEGLIO DEL CORPO che spesso nel bambino altamente sensibile viene dimenticato. Lo yoga può contribuire a “TRASMETTERE UNA DISCIPLINA INTELLIGENTE” nell’autoregolazione e in un approccio di CRITICA COSTRUTTIVA incentrato su ciò che è possibile fare per migliorare le cose.

  • APARIGRATA, NON ATTACCAMENTO - LASCIARE ANDARE

Il senso di percezione del bambino altamente sensibile spesso gli impedisce di lasciarsi andare o lasciare andare un obiettivo, di saper delegare, di accettare ciò che non è giusto ma che non si può cambiare, di smorzare il timore del giudizio altrui e di essere compassionevole verso sé stesso allentando la morsa del proprio giudice interiore. Ritrovando il proprio centro con lo yoga, il bambino impara a scoprire il suo valore indipendentemente dagli obiettivi esterni e dal giudizio. Impara di essere “degno di rispetto” anche quando sbaglia o fallisce, quando si sente diverso dagli altri e per questo a trovare valutare meglio le proprie forze e a lasciar andare tutto ciò che è al di fuori del suo controllo.

  • SAUCA, PUREZZA – PULIZIA INTERIORE, DECOMPRESSIONE, POSTO SICURO

Il sovraccarico sensoriale, emotivo e cognitivo del bambino altamente sensibile trova nello yoga un ottimo ambiente di decompressione e ricarica che favorisce la riduzione dello stress. A questo fine è importante calibrare bene il setting della pratica (ricambio aria, ossigenazione, luci, quantità di spazio a bambino, rumori esterni, musica, colori e ordine in sala, etc…) e le attività (evitare giochi di eccessiva competizione, favorire quelli collaborativi e di squadra, evitare posizioni yoga che possano risultare troppo difficili o frustranti). La lezione al chiuso può essere ugualmente ricca di natura, arte e bellezza come evocazioni di storie, giochi, asana, sequenze, mantra e respiro. Fondamentale è la creazione di uno spazio in cui il bambino si senta al sicuro, al RIPARO DAL GIUDIZIO E DALLA COMPETIZIONE, uno spazio di cui possa sentirsi ASCOLTATO e abbia possibilità di ESPRIMERSI NEL RISPETTO DEI SUOI TEMPI e possa STARE BENE con il proprio corpo, per ritrovare il suo benessere e il suo equilibrio.

  • SAMTOSA, APPAGAMENTO – DARE IL MEGLIO DI SE’

Ogni bambino può raggiungere appagamento e pienezza quando si sente accettato e ha la possibilità di FARE DEL PROPRIO MEGLIO, esprimendo le proprie risorse. E’ perciò molto importante fare particolare attenzione a non esporre il bambino altamente sensibile alla critica EVITANDO l’insorgere di SENTIMENTI DI VERGOGNA O COLPA che possano “paralizzarlo”, bloccarlo in uno stato emotivo di minaccia sociale, che per il bambino HSP equivale minaccia per la vita ossia da uno stato di “FREEZING” (cit. Stephen Porges – Teoria Polivagale). In questo blocco l’apprendimento, l’uso della parola e persino l’orientamento spazio/temporale vengono meno, l’uso delle proprie risorse si congela. Man mano che il bambino prenderà fiducia con l’ambiente dello yoga, con l’insegnante, la successione delle attività nelle lezioni e con i compagni di corso, invece potrà ampliare sua ZONA DI SVILUPPO PROSSIMALE, cioè l’ambito in cui sentendosi al sicuro e sarà in grado di “osare” appena fuori la sua zona comfort, per essere e sentirsi protagonista, sperimentare ed esprimersi apprendendo nuove strategie e dialettiche per stare ugualmente bene con gli altri nel rispetto di sé. Di poter dare il meglio, quindi e trarne così appagamento e soddisfazione.

  • TAPAS, PASSIONE – FIDUCIA, SFORZO

Trovata e ampliata la propria zona di sviluppo prossimale, il bambino si aprirà a dare il meglio di sé e a sperimentare il MOVIMENTO FISICO non solo come espressione di sé ma anche come autoregolazione e scarico nello sforzo dell’energia emotiva accumulata. Attraverso ESPERIENZE SENSORIALI E DI MOVIMENTO il bambino potrà riappropriarsi della propria fisicità, dell’ascolto del proprio corpo e dei propri bisogni, contribuendo anche con questo alla propria integrità, consapevolezza e soprattutto regolazione emotiva.

  • SVADHYAYA, STUDIO DI SE’ - CRESCITA CONTINUA

“Chi percepisce con maggiore sensibilità di altri è potenzialmente in grado di trarre dalla vita più gioia, più piacere e più ricchezza interiore” cit. Elaine Aron

La pratica yoga nella scoperta e nell’ampliamento della propria zona di sviluppo prossimale, consente al bambino di SCOPRIRSI e osservarsi apprendendo come CALIBRARE le proprie energie, la propria sensibilità, scoprendo i propri limiti senza paura di essere giudicato e anzi fare di tutto questo un’avventura e un gioco. Rimanendo cioè in uno stato di “SOCIAL ENGAGEMENT” (cit. Stephen Porges – Teoria Polivagale) in cui potersi esprimere al riparo di giudizio, critica o sovraesposizione sensoriale. Scoprire, quindi, le condizioni per vedersi sempre in crescita ed essere sempre motivato, interessato e partecipe a ciò che lo circonda senza rinunciare al proprio equilibrio.

  • ISVARA PRANIDHANA, GIOIA E GRATITUDINE – BENESSERE, PIACERE, FIORE CHE SBOCCIA

“Sentiamo molto più intensamente anche la gioia e l’amore, la bellezza, la musica, l’arte, stare nella natura; tutto ci smuove profondamente” cit. Elaine Aron

In un ambiente yoga sicuro capace di cabrare gli stimoli e di favorire il social engagement, il bambino altamente sensibile può ritrovare BENESSERE e SERENITA’ ma soprattutto può calmare la sua ansia e ritrovarsi nel MOMENTO PRESENTE, nel QUI e ORA respirando a pieno la sua sensibilità. In una parola, trovando il TERRENO FERTILE PER FIORIRE.

Buona pratica a tutti i bambini e in particolare ai più sensibili!

a cura di Elena De Donato

Filosofia, psicopedagogia, Insegnante e formatrice Yoga

Università degli studi di Milano, Yoga Ratna metodo Gabriella Cella, Yoga Gravidanza e post partum metodo Yoga in fascia®️, Yoga for the Special Child©️, GiocaYoga®️, Somatic Competence®️Yoga Teacher

Bibliografia

· Elaine Aron – Il bambino altamente sensibile – Mondadori 2019 (Traduzione di “The high sensitive child – E. Aron 2015)

· Elena Lupo – Il tesoro dei bambini sensibili – 2019

· Elena Lupo – Conoscere e gestire l’alta sensibilità nei bambini – Percorsiformativi06 – 2019

· Patanjali – Yoga Sutra

· Rolf Sellin - Le persone sensibili hanno una marcia in più - Ed. Feltrinelli - 2012

· Stephen W. Porges – La guida alla teoria polivagale. Il potere trasformativo della sensazione di sicurezza – Giovanni Fioriti Editore - 2018

· Marshall Bertram Rosenberg – Le parole sono finestre oppure muri – Esserci Edizioni 2003

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