Yoga nella gravidanza a riposo per innamorarsi della propria rotondità

L'invito del medico a mettersi in riposo in gravidanza, è un momento difficile, non privo di domande, incertezze, ansie, talvolta sensi di colpa. Scopriamo insieme cosa davvero significa mettersi a riposo e come preservare al meglio gravidanza e serenità in questo delicato periodo.

Spiace sempre durante un corso di yoga in gravidanza, sentire che una mamma debba fermarsi per mettersi a riposo. Le avvisaglie si colgono puntualmente a lezione di yoga quando l'insegnante è allenata a leggere i segnali del corpo e l'energia che circonda le future mamme: è importante non farsi sfuggire alcun dettaglio andando sempre a fondo attraverso un dialogo aperto. Se poi venire a sapere del fermo da parte del medico dispiace sempre, rassicura comunque pensare che c'è ancora tempo per invertire la rotta e riprendere le fila di una gestazione sicura.


I SEGNALI DI ALLERTA DEL CORPO, DA ASCOLTARE DURANTE LA PRATICA YOGA

Capitano mamme dalla tempra particolarmente robusta, che riescono a praticare yoga continuando a lavorare, fino a pochi giorni dal parto; ma sono davvero rare. Più frequente è incontrare mamme che continuano a praticare anche fino all'ultimo lavorando però da casa. Ogni caso è davvero a sé e solo l'ascolto del proprio corpo come un grande saggio, può aiutare davvero a capire ciò che per ognuno è meglio per sé. Il corpo non mente mai e i segnali fisici che esso porta durante la pratica yoga rappresentano indicazioni preziose da ascoltare per essere in armonia con la gravidanza.


- Il primo tra i segnali da ascoltare durante la pratica è l'AFFATICAMENTO: durante il movimento, nel mantenimento della posizione seduta o eretta, nei cambi posturali. Esso ci porta un messaggio fondamentale: rallentare e diluire le attività, lasciare spazio al riposo. Se però l'affaticamento non passa neppure con il riposo, il sovraccarico generico potrebbe nascondere il carico di qualche organo o di uno squilibrio metabolico/ormonale o ancora essere su base infettiva: in questi casi serve verificare mediante esami prescritti dal medico.


- Altro segnale può essere il FIATO CORTO, IL RESPIRO BLOCCATO O ALTO che di per sé però può non essere predittivo se non in associazione con altri indicatori, poiché talvolta è solo legato alla posizione della pancia ancora alta o del bambino che preme sul diaframma. La difficoltà può essere una conseguenza dell'affaticamento generale, della difficoltà di movimento a causa dell'aumentato peso corporeo, un'errata postura solitamente in chiusura del petto e in aumento della cifosi dorsale, talvolta di problemi organici da indagare; ma la respirazione affannosa può anche essere indice di uno stato emotivo di insicurezza di fondo, di ansia o paura. Segnali che rivelano il bisogno di lavorare per rielaborare le paure legate al parto, alla nascita e alla maternità.


- Il GONFIORE DEGLI ARTI INFERIORI è sempre da monitorare, se poi è asimmetrico vale la pena di un controllo immediato in pronto soccorso ostetrico poiché può preannunciare una trombosi venosa, che nel caso si potrà curare con l'assunzione dell'aspirina per la gravidanza (nei casi più gravi con assunzione di eparina). Il gonfiore simmetrico degli arti inferiori, invece, può essere sintomo di gestosi legata ad un rialzo pressorio (da verificare e in caso positivo da monitorare attentamente) oppure semplicemente di difficoltà di circolazione dovute alla postura che ovviamente dovrà di conseguenza essere meglio modulata durante la giornata.


- I CRAMPI alle gambe sono un altro sintomo non raro che può presentarsi durante la pratica yoga in associazione o meno con crampi diffusi diurni e o notturni. Espirare profondamente durante l'episodio, aiuta a sciogliere l'irrigidimento muscolare durante il movimento. La persistenza però dei crampi a riposo, indica invece la necessità di assumere integratori che sostengano il metabolismo gravidico (Magnesio e Potassio soprattutto).


- Ma il segnale con la lettera maiuscola, tra tutti, il segnale dei segnali, è il DOLORE. Il dolore ci parla sempre, attirando l'attenzione su ciò che non va. Possono essere tensioni muscolari da sciogliere, possono essere avvisaglie di un innesco o di qualcos'altro che non va per il verso giusto. Oltre ai dolori più comuni, alla sciatica o al linguine, il dolore da monitorare maggiormente è quello centrale al BASSO VENTRE. Il dolore fisiologico è sempre legato a specifici movimenti o situazioni e passa sempre. Può appunto essere legato a posture o sforzi oppure a fitte di accrescimento dell'utero, che devono sempre rientrare con il riposo. Il dolore invece che non rientra e che compare senza un legame preciso con circostanze definite, va sempre fatto controllare. A volte INDURIMENTO DELLA PANCIA e DOLORE AL BASSO VENTRE vengono scambiati o confusi. Si tende a pensare che l'indurimento sia un sintomo meno importante del dolore, in realtà l'uno in modo sordo, l'altro in modo eclatante, possono essere i prodromi di contrazioni uterine premature, di dilatazione e o accorciamento del collo dell'utero.


Durante la gravidanza, è quindi sempre bene ascoltarsi con accuratezza e pazienza, senza trascurare alcuna sensazione che trasmette il corpo: la PRATICA YOGA è una straordinaria occasione per fare spazio e dedicarsi finalmente all'ASCOLTO DI SE' e della propria maternità in crescita.


IL BENEFICIO DEL DUBBIO: SENTIRE VS SAPERE

Qualunque sia la percezione dell'approccio della neo-mamma alla maternità da parte dell'insegnante di yoga, è bene invitare alla riflessione lasciando sempre spazio al beneficio del dubbio fino all'ULTIMA PAROLA DEL MEDICO. In realtà le sensazioni sui segnali del corpo materno emersi durante la pratica sono abbastanza affidabili rispetto all'espressione dei bisogni di cura della gravidanza in quel momento; capita talvolta però che atteggiamenti molto netti e intransigenti della mamma rispetto al proprio approccio alla maternità siano poco discutibili. In questi casi non c'è che da fare un passo indietro e aspettare che le evidenze si manifestino alla visita ginecologica, apportando le DOVUTE PRECAUZIONI DURANTE LA PRATICA YOGA. Ovviamente di fronte a perdite ematiche o altri inequivocabili segnali disfunzionali rispetto alla gravidanza fisiologica, la pratica yoga va sospesa e anche di fronte al desiderio materno di continuare, è bene invitare a lasciare fino al nuovo controllo e al benestare del medico.


IL MOMENTO DELLO STOP: METABOLIZZARE LA NOTIZIA E IL CAMBIAMENTO

Quando si pone la necessità di mettersi a risposo, potremmo in termini olistici dire che sia arrivato il momento di "lasciare andare" tutto e di dedicarsi completamente alla gravidanza. Per il piccolo, infatti, ogni settimana guadagnata dentro alla pancia e' una possibilità in più di vita e non solo rispetto alla sopravvivenza, ma anche rispetto al raggiungimento di una buona qualità di vita. In assenza di altre patologie, la gravidanza a rischio può progredire senza problemi rispettando il riposo e le indicazioni del medico. Ma cosa si è invitati a "lasciare andare" davvero con una gravidanza a rischio?

I più grandi scogli in gravidanza da affrontare per entrare nello spirito della cura e del riposo, riguardano sollecitazioni culturali/sociali provenienti dal mondo esterno, che in qualche maniera hanno a che fare anche con il proprio carattere e con la propria identità: l'idea di efficienza (nuova parola d'ordine: lentezza e no stress), di autonomia (diventa necessario delegare e affidarsi all'aiuto di qualcuno), di forma fisica (accettare la perdita dei connotati fisici femminili del corpo in trasformazione dalla donna alla madre). Una rinuncia non sempre facile, secondo l'attaccamento che la futura mamma ha come donna a questi capisaldi della sua esistenza. Ci vengono incontro in questo percorso il sapere che queste rinunce sono un fatto temporaneo e che sono fatte in virtù dell'amore per il bambino. La maternità sognata e desiderata, attesa, inizia già a manifestarsi prendendosi tutto lo spazio di cui necessita, quasi di prepotenza. Questo carattere brusco e repentino della rinuncia può essere doloroso, quanto d'altronde è già sofferta la consapevolezza di un eventuale rischio nella gravidanza e che il proprio comportamento abbia potuto contribuirvi in qualche modo, con tutte le preoccupazioni verso il bambino, il suo benessere, la vita futura sua e di conseguenza quella della mamma stessa, del papà, in definitiva di tutta la famiglia. A questo non di raro si aggiungono le preoccupazioni lavorative e il pensiero che una maternità anticipata o problematica possa minare la propria stabilità professionale, tanto faticosamente conquistata.


LASCIARE ANDARE TUTTO PER INNAMORARSI DELLA ROTONDITA'

Le preoccupazioni legate alla messa a riposo per gravidanza a rischio, non sono certamente banali: esse rimangono sospese tra il desiderio di maternità e la conquista di una identità di donna ed emancipazione femminile. Tutte queste sono paure e ansie che covano come preoccupazioni e rimugini-i afferenti al secondo chakra, Svadhisthana, la zona viscerale legata alle acque e alla rielaborazione sommersa a volte inconscia, delle istanze della vita. Ma la vera risposta ad esse è quella del chakra opposto, il quarto, Anahata, lo spazio del cuore e dell'integrazione degli opposti. L'amore per il bambino aiuta la futura mamma a superare le difficoltà per innamorarsi della maternità e delle nuove forme di sé dilatate per accogliere la nuova vita: solo così la perdita della sinuosità femminile acquista un senso più grande, portando all'amore per quelle rotondità e morbidi contorni che contengono il bambino. Lasciarsi espandere come il contenitore di un dono grande, che si amplia diventando dimora di un piccolo universo di amore: solo così è possibile entrare nella piena armonia della gravidanza.


COSA VUOL DIRE "STARE A RIPOSO" IN GRAVIDANZA A RISCHIO

Per il senso comune essere a riposo in gravidanza significa smettere di lavorare per condurre una vita tranquilla, in relax, priva di sforzi, affanni e fatiche soprattutto fisiche, ma continuando a svolgere attività dall'impegno fisico leggero. Su tutti questi punti, bisogna intendersi bene, però, perché ciò che per una donna significa relax per un'altra potrebbe già essere pesante e viceversa. Al di là dell'interpretazione personale, è bene distinguere se l'indicazione del risposo sia un'interdizione anticipata dal lavoro per attività incompatibile o rischiosa per la gravidanza, oppure se sopraggiunga a causa di una gravidanza a rischio, ossia per condizioni della donna o della gestazione che ne mettono in sé a repentaglio l'andamento (con parto prematuro o rischio di interruzione di gravidanza).

Nel primo caso infatti, se la gravidanza è fisiologica la conduzione della vita quotidiana, una volta escluso il lavoro, può essere quella normale, fatte salve le piccole attenzioni relative al periodo gestazionale (buon riposo notturno, no salti, corsa, cadute o colpi all'addome, no alcool, fumo, no farmaci salvo quelli compatibili con la gravidanza, no lavori pesanti, no scale in discesa si solo in salita, camminare con moderazione, etc...).

Nel secondo caso, invece, quello "stare a riposo" comprende un decalogo preciso di indicazioni da seguire per preservare più a lungo possibile la gestazione.


DECALOGO DEL SI E DEL NO NEL RIPOSO DELLA GRAVIDANZA A RISCHIO

Per chiarire cosa significhi la dizione "stare o mettersi a riposo" in una gravidanza a rischio, specie se gemellare, diciamo subito che non basta semplicemente astenersi dal lavoro, ma prevede rimanere sdraiata o semi-sdraiata a letto o sul divano, a gambe allungate magari lievemente sollevate, alzarsi solo per andare in bagno, mangiare, lavarsi, pensando di compiere tutte queste azioni in sicurezza, ossia seguendo particolari accortezze:


  • NO STARE IN PIEDI - Non stare in piedi per più di qualche minuto: né per cucinare, né per fare i mestieri o rifare il letto, né per telefonare, fare spese o shopping (si può sempre approfittare dell'e-commerce su internet).

  • CAMBI POSTURALI - Attenzione ad ogni cambio posturale anche da sdraiate e avere particolare attenzione per le sollecitazioni che si mandano alla pancia: no scossoni, colpi, no far cadere il corpo seduto di colpo. Alzarsi da sedute con lentezza, possibilmente usando appoggi o sostegni. Farsi aiutare ad alzarsi dal letto; in mancanza di aiuto, portarsi a bordo letto voltandosi sul fianco, scivolare lentamente con le gambe portando i piedi a terra e poi sollevarsi facendo forza con mani e braccia cercando di mantenere l'addome rilassato.

  • NO SPOSTAMENTI IN MACCHINA: vietati spostamenti e ancor più i viaggi in macchina finché persiste la condizione di rischio; questo sia a causa della postura schiacciata dell'addome sia poiché le vibrazioni sollecitano le contrazioni e con esse si può accorciare o dilatare il collo dell'utero oppure può peggiorare un eventuale distacco placentare già presente.

  • NO AGLI SFORZI NE SOLLEVAMENTI: avere cura di non fare movimenti che comportano uno sforzo addominale, che possa indurire la pancia; no sollevamento pesi (bambini in braccio solo da sedute, no sacchi della spesa pesanti o bottiglie dell'acqua, no raccogliere cose cadute a terra). Chinarsi in avanti solo se a gambe aperte e ginocchia piegate, riducendo al minimo la flessione in avanti del busto e senza schiacciare la pancia.

  • SBALZI DI TEMPERATURA: è bene cercare di stare in un ambiente a temperatura costante, avendo cura di non far prendere freddo alla pancia perché la vasocostrizione e particolarmente il freddo possono favorire l'indurimento e o innescare le contrazioni.

  • ATTIVITA' ONLINE: se non è emotivamente troppo stressante, si può stare al computer o su tablet/cellulare evitando però di stare seduti al tavolo; con un pò di ingegno è possibile costruire una comoda postazione di navigazione o di lavoro anche a letto o a divano, per mantenere le gambe allungate, la tensione in scarico e la pancia morbida.

Sembra tutto molto difficile, in realtà questo decalogo è dettato spontaneamente dal corpo e si può apprendere facilmente se ci si cala profondamente in esso, lasciando andare le velleità dello stato gravidico pre messa a riposo. Come anticipato nell'incipit, IL CORPO CI PARLA, dobbiamo solo rimanere sintonizzati con esso e ascoltarlo.


a cura di Elena De Donato

Filosofia, Psicopedagogia, Insegnante e formatrice Yoga 0-90, Special needs, Trauma informed e High sensitivity Yoga®️

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Università degli studi di Milano, Yoga Ratna metodo Gabriella Cella, Yoga Gravidanza e post partum metodo Yoga in fascia®️, Yoga for the Special Child©️, GiocaYoga®️, Somatic Competence®️Yoga Teacher, High Sensitive Yoga Persone Altamente Sensibili HSP Italia™️, Docente unica Master Giocayoga®️Care bambini speciali AIYB, Docente unica ‘Nascita speciale: yoga cesareo, presentazione podalica, prematurità per la Specializzazione post Formazione Yoga in fascia®️

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