top of page

Yoga terapeutico: lo spazio di cura che si apre insieme all'evoluzione del sapere

Aggiornamento: 3 giorni fa

Oggi sempre di più lo yoga viene chiamato a rispondere a bisogni speciali sempre più specifici, alla luce di quegli strumenti che la pratica porta con sé impliciti come terapeutici e che però spesso passano in secondo piano rispetto nella proposta portata sul tappetino.


CONCETTO DI CURA NELLO YOGA CLASSICO E NELLO YOGA TERAPEUTICO

Il cammino di crescita dell'allievo proposto dalla disciplina dello yoga, porta con sé impliciti strumenti e mezzi dello yoga terapeutico, che però spesso passano in secondo piano rispetto nella proposta portata sul tappetino. Una visione tradizionale dello yoga delle origini con la sua MAIUEUTICA (percorso di auto-conoscenza e crescita del sé) necessaria alla AUTOCURA E AUTODETERMINAZIONE, non è però di immediato accesso a tutti alla luce dei contesti di vita attuali. L'uomo di oggi, infatti, stressato e spesso inconsapevolmente traumatizzato, immerso in una realtà contradditoria, a tratti alienante, frammentata, ossessionato dalla performance e dagli ideali di perfezione proposti dalla società e dal mondo dei media, necessita di essere traghettato e guidato verso la conoscenza di sé esaudendo in prima istanza la NECESSITA' URGENTE DI BENESSERE rappresentata dal ritrovare uno spazio in cui tornare a stare bene. L'ESIGENZA DI CURA DI SE', oggi, è sempre più specifica e necessita di conoscenze che si aggiornano al passo con la ricerca e gli studi scientifici soprattutto nel campo della psicologia e delle neuroscienze, per RENDERE LO YOGA ACCESSIBILE ALLA COMPLESSITA' dell'individuo di oggi. Nello stesso tempo, proprio i nuovi studi scientifici sugli effetti delle discipline olistiche dalla semplice presenza di malessere fino all'ambito patologico, ma anche l'esigenza di lavorare sulla fragilità psichica di oggi attraverso un POTENZIAMENTO EMOTIVO E UN RAFFORZAMENTO E SOSTEGNO DELLE RISORSE dell'individuo, rendono ormai la disciplina YOGA DA IMPLICITAMENTE AD ESPLICITAMENTE TERAPEUTICA, pur non essendo ancora riconosciuta ufficialmente come tale. Secondo la gravità del contesto, diventa sempre più necessario far EMERGERE I MICRO-PASSI TERAPEUTICI SOTTESI ALLA PRATICA YOGICA, declinando le istruzioni dello yoga classico descritte da Patanjali perché diventino ACCESSIBILI ALLE SVARIATE FORMA DI SOFFERENZA SOGGETTIVA. Questo percorso di specializzazione fa emergere un PARADOSSO TERAPEUTICO nello yoga in ambito curativo rispetto all'ambito classico: nel primo, infatti, diventa necessario ridisegnare i confini del rapporto insegnante-allievo IMPARANDO AD ADATTARE LA PRATICA ALL'INDIVIDUO E ALLA CLASSE. Fatti salvi i principi inalienabili che rendono tale la pratica yoga e il suo rigore, serve quindi imparare ad uscire dalla rigidità dei ruoli ed ESSERE IN GRADO DI VESTIRE I PANNI DELL'ALLIEVO per:

  • costruire un percorso di pratica graduale e paziente nel quale distinguere nell'allievo la necessita' dalla pretesa, il limite dalle risorse nascoste;

  • intercettare le differenze di una stessa lezione secondo le circostanze e lo stato emotivo fisico degli allievi;

  • imparare a cogliere il beneficio a partire dal più piccolo cambiamento, altrimenti impercettibile ad uno sguardo superficiale;

  • uscire dalle aspettative personali oltre dalla identificazione/proiezione per guardare con empatia/lucidità/gratuità alle difficoltà dell'allievo;

  • rimodellare la comunicazione per renderla inclusiva e sostenibile.


LA DIVERSA CONCEZIONE DEL LIMITE NELLO YOGA TERAPEUTICO

Rispetto alla visione classica squisitamente occidentale e medica del limite cui la nostra cultura ci ha abituato, all'interno della logica della performance e agli ideali di perfezione proposti dalla società attuale, lo yoga invita a modificare il punto di vista considerando il LIMITE COME UNA RICCHEZZA DEL PERCORSO che guida l'individuo a sviluppare capacità di comprensione, adattamento e ingegno. Il limite è MAESTRO DI VITA poiché ci insegna a:

  • COGLIERE l’ESSENZA della persona e il suo valore in sé oltre la prestazione, oltre al ruolo/funzione/posizione sociale che essa occupa;

  • RIORDINARE LE PRIORITA’ evitando dispersione nell'apparenza per concentrarsi su ciò che è essenziale, apprezzando le piccole cose e il MOMENTO PRESENTE;

  • RIVOLUZIONARE LA LEGGE DI FATTO DEL PIU' FORTE favorendo l’equità oltre l’uguaglianza e abituandoci alla legge del più debole per portandoci a considerare quello che c'è anziché focalizzarsi su ciò che manca, considerando il "BICCHIERE MEZZO PIENO";

  • SVILUPPARE IL PENSIERO LATERALE: pensiero creativo, che ci invita a cambiare il punto di vista abbracciando una VISIONE DEL TEMPO CIRCOLARE/CICLICA relazione-centrica, anziché lineare performance-centrica;


I PARADIGMI DELLA CURA NELLO YOGA TERAPEUTICO

Lo yoga Terapeutico non può considerarsi (ancora?) una terapia nel senso sanitario del termine ma di fatto funziona come una TERAPIA E UNA MEDICINA A LENTO RILASCIO, i cui effetti si vedono a lungo termine nella costanza e continuità della pratica. Essa fornisce un PUNTO DI OSSERVAZIONE PRIVILEGIATO del disagio e del dolore mettendo in comune materiale di scambio informativo inedito da parte dell'insegnante di yoga con i terapisti sanitari, ove essi siano presenti. Lo yoga inoltre rappresenta uno SPAZIO DI CURA DELLA PERSONA POTENZIALMENTE ATTIVO PER SEMPRE poiché si occupa di una crescita permanente dell'individuo rispetto alle terapie riabilitative classiche, solitamente a termine e poiché parla all'individuo con un LINGUAGGIO  UNIVERSALE:

  • il linguaggio del corpo e delle espressioni non verbali;

  • linguaggio analogico legata a intuito anziché alle spiegazioni meccanicistiche;

  • linguaggio simbolico che appartiene al mondo dei significati dell'esistenza.

Lo yoga è un CAMMINO ESPERIENZIALE che si svolge attraverso i sensi e il movimento del corpo, ne quale il limite è percepito non come punto di arrivo ma il punto di partenza di un percorso di crescita in un CONTESTO NON GIUDICANTE, accogliente, poco richiedente, ma altamente motivante. Lo yoga terapeutico infatti, pur essendo una disciplina molto rigorosa, non impone doveri ma offre un cammino di scelte che traccia percorsi e opportunità in cui l'individuo può autodeterminarsi attraverso la costruzione di una CONSAPEVOLEZZA positiva di sé che aumenta l’autostima, la conoscenza del proprio corpo e delle proprie reazioni.

Attraverso la pratica infatti è possibile creare nuove MAPPE SOMATICHE FUNZIONALI (benessere, piacere, sollievo) che aiutino a sciogliere i nodi fisico-emotivi e a contrapporsi alle mappe somatiche disfunzionali, aiutando a RIELABORARE IL DOLORE FISICO ED EMOTIVO (innalzamento della soglia di tolleranza di frustrazione e dolore, creazione di esperienze di benessere e piacere che contrastano con il vissuto doloroso e cambiano la percezione di sé). La pratica yogica favorisce l'aumento dei TEMPI DI ATTENZIONE E CONCENTRAZIONE attraverso l’uso di rituali, pratiche in routine e cicliche che possono diventare CONTESTI DI APPRENDIMENTO alla presenza di rinforzi pregnanti per valenza positiva (evitando assuefazione e saturazione) e rinforzi associativi (rinforzi contingenti, sincroni, selettivi). Una pratica continuativa ricostruisce inoltre l’EQUILIBRIO PSICOFISICO portando un miglioramento alla qualità della vita organica ed endocrina che si può tradurre in migliore qualità del sonno, respirazione, digestione, aumento di capacità di recupero dallo sforzo e dallo stress etc… 


PRINCIPI E STRUMENTI TRASVERSALI ALLO YOGA TERAPEUTICO

Lo yoga terapeutico crea un rituale, un contesto prevedibile e riconoscibile, basandosi sui seguenti principi:

  • QUI E ORA – non ha fretta, si focalizza sul momento presente, usa un approccio graduale e incoraggiante;

  • CONNESSIONE – mette in sintonia, comprende e dà riconoscimento agli stati d’animo;

  • CHIAREZZA – manda messaggi univoci, usa concetti semplici, non ambigui, universali (lavora sugli archetipi relazionali che parlano dell'evoluzione dell'essere umano trasversalmente a tutte le culture);

  • COMUNICAZIONE NON VIOLENTA (CMV di Rosemberg) – usa una comunicazione empatica, non giudicante che dia riconoscimento all’emozione e al bisogno.

Strumenti essenziali dello yoga terapeutico sono:

  • SETTING: a-connotato, accogliente, contenuto, adattabile, riconoscibile, prevedibile;

  • PRATICA: sequenziale, anticipabile, graduale, scalabile, trigger free, specifica rispetto al problema, proposta con alternative;

  • COMUNICAZIONE: invitazionale, assertiva, non giudicante, empatica, non violenta (CMV Rosemberg), politically correct, chiara, univoca;

  • LINGUAGGIO: verbale e non verbale, energetico, vibrazionale;

  • APPROCCIO: graduale, incoraggiante, inclusivo, rispettoso, specifico;

  • RAPPORTO INSEGNANTE ALLIEVO/I: autorevole ma non autoritario, contenitivo, connessione e sintonizzazione, co-regolazione;


PRECAUZIONI DELLO YOGA TERAPEUTICO E CLASSICO

Scorriamo ora i vari ambiti in cui si può svolgere lo yoga terapeutico, provando ad analizzare quali bisogni speciali e quali limiti porre nella proposta. Innanzitutto definiamo le OSSERVANZE PER UNA BUONA PRATICA YOGA trasversali a tutte le proposte, a tutela di allievo, insegnante, classe e buona riuscita dell'attività.

Lo yoga infatti è una pratica psico-fisica rigorosa che necessita preparazione, disponibilità e impegno, pertanto si serve innanzitutto presentarsi in IDONEE CONDIZIONI FISICHE E SOBRIETA':

  • no ipoglicemia o disidratazione;

  • no febbre;

  • no evidenti processi virali o batterici / malattie esantematiche / chemio o radioterapia in atto;

  • no digestione in atto;

  • no assunzione di alcool e/o sostanze psicotrope nelle 24 ore precedenti la pratica.

Serve inoltre presentarsi nel RISPETTO DELLA CONVIVENZA con la classe e con l'insegnante:

  • igiene personale e abbigliamento pulito;

  • astensione da esternazioni linguistiche o emotive che possono ledere la sensibilità della classe.

Infine la pratica yoga è controindicata nei seguenti di alterazione percettiva e della coscienza:

  • franchi stati psicotici o deliranti;

  • uso di psicofarmaci anti-psicotici;

  • uso di farmaci neurolettici;

  • uso di sostanze psicotrope o alcool.


Fatte salve queste prime regole precauzionali, lo yoga terapeutico può abbracciare svariati ambiti che ne definiscono anche il taglio specifico.


YOGA TRAUMA INFORMED SPECIFICO MA TRASVERSALE ALLO YOGA BISOGNI SPECIALI

Premettendo che in presenza di qualunque bisogno speciale, è comprensibilmente presente una fragilità di base che implica generalmente anche un traumatismo, è bene sottolineare che ogni pratica di yoga terapeutico dovrebbe essere proposta con un approccio trauma informed.


Esistono poi ambiti di applicazione specifica, spesso in affiancamento ad un percorso psicoterapeutico, alla presenza dei quali questo approccio è irrinunciabile, quali:

  • Stress prolungato

  • Disturbi psicosomatici del sonno

  • Disagio emotivo

  • Disagio sociale

  • Somatizzazione

  • Disturbi alimentari

  • Fibromialgia

  • Dipendenze

  • Ansia

  • Depressione

  • Fobie

  • Autolesionismo

  • Disforia di genere

  • Disforia corporea

  • Sindrome da stress post traumatico

  • Trauma dell'emergenza

  • Trauma evolutivo

  • Trauma relazionale

  • Trauma ospedaliero

  • Trauma complesso

  • Malattia mentale (tranne psicosi e delirio)


In questi ambiti, alla presenza o meno di un terapeuta, una pratica yoga trauma informed può sostenere il disagio donando uno spazio di benessere nel quale favorire la rielaborazione personale che permette di RIDEFINIRE IL RAPPORTO CON SE' STESSI, CON LE PROPRIE MEMORIE E LE PROPRIE SCELTE, fornendo nuovi strumenti interpretativi a partire dalla lettura del linguaggio del corpo. Un lavoro attento, volto a ricreare la percezione di SPAZIO PROTETTO E SICURO dove potersi affidare alla guida dell'insegnante per liberare i propri emotivi con gradualità, per conoscerli meglio e imparare a tollerare disagio e frustrazione aumentando la RESILIENZA VISCERALE. Un percorso pre aiutare a rafforzare la propria autostima e l'immagine di sé costruendo o aumentando la confidenza e la fiducia nel poter gestire il disagio.

La pratica dovrà tenere sempre conto del metabolismo specifico di base degli allievi e del tipo di attivazione (ipo o iper) per costruire una proposta di pratica con essi compatibile, così da assecondare inizialmente lo stato del corpo presente accompagnandolo poi gradualmente, senza forzature, a compensarlo fino a ritrovare un equilibrio (es. massimo sforzo prima, massimo rilassamento dopo o viceversa oppure ancora sinusoide di ipo/iper attivazione secondo lo stato di partenza). Infine, secondo la gravità e il grado di tolleranza dell'allievo da un lato e la compatibilità con la classe dall'altro, è possibile stabilire se gestire la pratica in gruppo oppure riservare uno spazio individuale.


YOGA RIABILITATIVO E YOGA ACCESSIBILE

Nei contesti in cui la fragilità è strutturale, spesso legata a condizioni mediche, genetiche. stabilizzate o degenerative, patologiche o fisiologiche, lo yoga può aiutare non solo a stare bene ma in alcuni casi anche a favorire percorsi di recupero in affiancamento ad altre terapie, come nei seguenti casi:

  • Disabilità

  • Disturbi dell'apprendimento

  • Ospedalizzazione

  • Patologie o Trauma organico

  • Patologie degenerative

  • Terza età

  • Comunità riabilitative

  • Comunità residenziali

Secondo il caso, lo yoga può ampliare o restringere la propria proposta arrivando ad includere o escludere il movimento attivo del corpo, lavorando anche solo su evocazioni oppure sulle vibrazioni sonore con l'uso delle campane tibetane, dei suoni bianchi, del canto dei mantra, della voce umana; oppure ancora usando il tatto e il massaggio oppure ancora del solo rilassamento. In tutti questi ambiti, oltre alla creazione di uno spazio di benessere, fondamentale è il lavoro, ove possibile, per la ricostruzione di un''immagine positiva di sé.


YOGA INCLUSIVO PER I CONTESTI MISTI

Ultimo ambito, faticoso e complesso, è quello inclusivo, in cui i bisogni speciali sono integrati nella pratica alla presenza di una classe che ne è priva, come:

  • a scuola

  • in azienda

  • in famiglia

  • presso associazioni o enti di volontariato

In questi contesti, la possibile frustrazione degli abili (compresi gli operatori presenti alla pratica ), non è da sottovalutare poiché inficia il clima e rischia di sabotare anche se involontariamente la proposta. In questi casi, la fase più delicata della progettazione è capire quale passo della pratica impostare e come strutturare la proposta, affinché tutti si sentano appagati: cosa non di rado molto difficile a causa della disomogenità delle classi. Importante è quindi il lavoro preliminare di selezione e composizione dei gruppi, stabilendo, secondo l'obiettivo, se renderli omogenei oppure eterogenei (in questo secondo caso compensando la presenza delle fatiche con chi ha abilità compatibili o che possono compensare i deficit).


YOGA SOLLIEVO PER CAREGIVER, OPERATORI, SIBLINGS, AZIENDA

Ultimo, poco esplorato, molto richiesto ma poco attivo ambito è quello dello yoga di recupero dallo stress per i lavoratori (di qualsiasi ambito) e per tutte le figure che ruotano attorno ai bisogni speciali: famigliari, caregiver, operatori e siblings (fratelli e sorelle della persona con bisogni speciali, la cui frustrazione e sofferenza è spesso sottovalutata). Questo contesto, altamente funzionale alla PREVENZIONE DEL BURN OUT, è ampiamente sottovalutato e poco considerato, pur altamente richiesto dagli interessati. Che sia per motivi di costi (specie per lo yoga in azienda) o per reticenza a prendere atto delle fatiche legate ai bisogni speciali, infine per paura che il concetto di burn out implichi responsabilità imputabili. In realtà, lo yoga in questi contesti rappresenta la possibilità di PURIFICARSI DALLA TOSSICITA' EMOTIVA AMBIENTALE, DALLA FRUSTRAZIONE E DAL DISAGIO, riportando al centro il benessere della persona e con esso la possibilità di essere pienamente o ancor più funzionale.

Rispetto all'ambito lavorativo, una delle difficoltà dei progetti di yoga è quello di riuscire a fornire un vero spazio di cura creando uno spazio neutro e protetto in gruppo, in cui le persone possano lasciarsi andare superando le difficoltà interpersonali, i conflitti, le competizioni e la presenza della gerarchia durante le lezioni.


a cura di Elena De Donato

Filosofia, Psicopedagogia, Insegnante e formatrice Yoga 0-90, Special needs, Trauma informed e High sensitivity Yoga®️

---

Università degli studi di Milano, Yoga Ratna metodo Gabriella Cella, Yoga Gravidanza e post partum metodo Yoga in fascia®️, Yoga for the Special Child©️, GiocaYoga®️, Somatic Competence®️Yoga Teacher, High Sensitive Yoga Persone Altamente Sensibili HSP Italia™️, Odaka yoga®️ per i disturbi alimentari, Docente unica Master GiocayogaCare®️ bambini speciali AIYB, Docente unica ‘Nascita speciale: yoga cesareo, presentazione podalica, prematurità’ per la Specializzazione post Formazione Yoga in fascia®️


BIBLIOGRAFIA E RICERCHE


. Bessel Van Der Kolk - 'Il corpo accusa il colpo' - Ed. raffaello Cortina 2015

. Stephen W. Porges – La guida alla teoria polivagale. Il potere trasformativo della sensazione di sicurezza – Giovanni Fioriti Editore - 2018

. Brandon Adams, Mark Stephens, Margaret A. Howard - “Teaching Trauma-Sensitive Yoga: A Practical Guide” - 2018

. Yoga and Eating Disorders: Ancient Healing for Modern Illness - Carolyn Costin, Joe Kelly - 2016

. Peter Levine - "Somatic experiencing: esperienze somatiche nella risoluzione del trauma" - ed. Astrolabio 2014

. Sonia Sumar - "Yoga for the special child: A Therapeutic Approach for Infants and Children with Down Syndrome, Cerebral Palsy, and Learning Disabilities" - 2007

. Marilia Albanese, Fiorenza Zanchi, Gabriella Cella - 'I chakra l’universo in noi’ - Ed. Xenia tascabili 1999

. E. De Donato - Yoga nel corpo: embodiment o disembodiment? - Yoga Magazine.it2022 - https://www.yoga-magazine.it/2022/02/yoga-nel-corpo-embodiment-o-disembodiment/

. E. De Donato – Bisogni speciali Blog Category: https://www.elenadedonato.com/blog/categories/bisogni-speciali


Effetti dello yoga su:


. Plasticità cerebrale - Meditation experience is associated with increased cortical thickness. Lazar S. W. et al., (2005).

. Tolleranza al dolore - Insular cortex mediates increased pain tolerance in yoga practitioners. Cereb Cortex. 24(10):2732-40 - Villemure C, Ceko M, Cotton VA, Bushnell MC. (2014)

. Plasticità neuronale -  Serum cortisol and BDNF in patients with major depression - effect of yoga. International Review of Psychiatry vol 28, issue 3: Yoga and Mental Health - Naveen, G.H., Varambally, S.,Thirthalli, J., Rao, M., Christopher, R., Gangadhar, B.N. (2016).

. Ansia e depressione - Yoga for anxiety: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials - Cramer et al., 2018.



Commenti


bottom of page